Il 18 gennaio 2013 è stata presentata in Parlamento dal Ministro della Salute, Renato Balduzzi, la nota Relazione al Parlamento sull’attuazione della Legge 30.3.2001, n. 125 in materia di alcol e problemi alcol correlati.

 In particolare – secondo la relazione di quest’anno basata sui dati fino al 2011 – continua a crescere la prevalenza di consumatori fuori pasto, che dall’anno 2000 ha registrato un aumento del 4,8% tra gli uomini e di 4,1% tra le donne.

 

La fascia di età 18-24 anni, è la fascia di età dove si riscontra un maggior percentuale di consumatori fuori pasto; questa percentuale però  continua a crescere anche tra i giovanissimi tra i 14 e i 17 anni, passando, negli ultimi 16 anni,  dal 12,9%al 22,8% dei maschi  e dal 6% aò 14,7% delle femmine. Secondo la Relazione, si registra anche un calo, nell’ultimo decennio, della quota di consumatori di solli vino e birra, rimanendo stabile la percentuale di coloro che consuma, oltre a birra e vino, anche aperitivi, amari e superalcolici.

 

Il binge drinking , modalità di bere di origine nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco tempo e pressochè a stomaco vuoto, si è ormai diffuso stabilmente in Italia soprattutto fra i giovani ma anche tra gli adutli in particolare maschi. Sempre secondo la Relazione al Parlamento , il 7,5% delle persone dagli 11 anni e più(soprattutto nella fascia 18 -24 anni) ha bevuto almeno una volta con modalità binge drinking. Tuttavia, sebbene i dati restano comunque preoccuanti, c’è da dire che tra il 2010 ed il 2011 si è registrata una diminuzione di tali consumi (si passa dall’8,3% al 7,5%) che interrompe il trend di crescita in atto dal 2003.

Complessivamente nel 2011 le persone che hanno consumato bevande alcoliche con modalità in vario modo a rischio per la loro salute, calcolate secondo l’indicatore di sintesi utililzzato dall’Istituto Superiore di Sanità, sono state oltre 8.100.000 di cui 6.200.000 maschi e 1.900.000 femmine (23,9% di maschi e 6,9% di femmine dagli 11 anni in su). Le percentuali più alte di consumatori a rischio si riscontrano nella fascia di età degli over 65 che, pur nell’ambito del tradizionale modello di consumo mediterraneo non si attengono ai limiti di moderazione prescritti per la loro età. tra i consumatori a rischio vanno sgnalati 338.000 ragazzi al di sotto di 16 anni (14% di maschi e 9,7% di femmine) per i quali è consigliata la totale astensione dal consumo di bevande alcoliche.

Gli alcoldipendenti al di sotto dei 30 anni in trattamento nei servizi alcologici territoriali rappresentano nel 2011 il 9,8% dell’utenza totale, una quota consistente e in aumento rispetto a quella registrata nel 201 (9,1%).

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